Legno di Korina

Il nome Korina non esiste in botanica. Lo ha inventato Gibson nel 1958 per commercializzare un legno africano che nessuno conosceva ancora — il Terminalia superba, noto in Africa occidentale come limba — sui corpi e i manici di due chitarre che avrebbero cambiato per sempre l'estetica dello strumento elettrico: la Flying V e la Explorer. Forme radicali, futuriste, quasi incomprensibili per l'epoca. Il mercato le rifiutò, Gibson le ritirò dopo pochi anni. Oggi quegli esemplari originali in korina valgono centinaia di migliaia di dollari e sono tra i pezzi più ricercati dai collezionisti di tutto il mondo. Il legno aveva ragione — era solo in anticipo sui tempi.
Il Terminalia superba cresce nelle foreste tropicali dell'Africa occidentale e centrale, dove può raggiungere i quarantacinque metri di altezza con tronchi perfettamente diritti per oltre venticinque metri — una caratteristica che lo rende prezioso per la liuteria, dove le tavole lunghe e pulite sono oro. Il colore va dal giallo pallido al dorato caldo, con striature grigie o quasi nere nella variante black korina che rendono ogni pezzo visivamente unico. La struttura è leggera — appena 560 kg/m³, meno della metà di certi legni esotici — con una risposta acustica asciutta, risonante, bilanciata, che i liutai descrivono spesso come simile al mogano ma più aperta e definita. Janka a 670 lbf: un legno morbido rispetto agli standard esotici, piacevole da lavorare, generoso con gli strumenti.
La sua natura porosa è la variabile da tenere presente con il laser: le incisioni a tratto fine tendono a perdersi nella grana aperta del legno, mentre su simboli e disegni con buon respiro e tratto deciso il risultato è pulito, con quel colore caldo del fondo che valorizza ogni segno.