Legno di Ovangkol

L'ovangkol è uno di quei legni che non ha bisogno di presentazioni elaborate — basta guardarlo. Il Guibourtia ehie, originario delle foreste tropicali dell'Africa occidentale — Ghana, Nigeria, Costa d'Avorio, Camerun — ha un aspetto immediatamente riconoscibile: fondo giallo dorato o bruno rossastro attraversato da striature scure, grigie e nere, che percorrono la superficie come righe di inchiostro su carta antica. Non ci sono due pezzi uguali. La grana può essere diritta, ondulata o intrecciata, e in certi esemplari sviluppa figure — tiger stripe, fiddleback — che lo rendono visivamente paragonabile ai legni più rari e costosi.

In liuteria è diventato il sostituto nobile del palissandro indiano: stessa famiglia botanica, Guibourtia come il bubinga, timbro simile — bassi profondi, medi presenti, alti brillanti — ma disponibile, sostenibile e non soggetto a restrizioni CITES. Taylor Guitars lo ha adottato nella sua serie 400 proprio per questo motivo, e da lì è diventato uno standard riconosciuto da Martin, Warwick, Yamaha e molti altri costruttori. Janka a 1.330 lbf: duro abbastanza da essere usato anche per manici e tastiere, non solo per dorsi e fasce.

Con il laser si comporta bene anche su linee fini, e la sua densità garantisce un segno preciso. La sfida è il colore: le striature scure naturali del legno possono assorbire l'incisione e ridurne il contrasto in certe zone del pezzo. Su disegni ben strutturati e con buon respiro, però, il risultato è spettacolare — il segno bruciato dialoga con le venature invece di combatterle.