Legno di Okoumé

L'okumé è un'eccezione. In un raccoglitore pieno di legni duri, densi, esotici per natura e per prezzo, l'Aucoumea klaineana arriva con una Janka di soli 400 lbf — morbido, leggero, quasi sorprendente per chi si aspetta che un legno di liuteria debba essere per forza duro. E invece è proprio la sua leggerezza il segreto. Cresce quasi esclusivamente in Gabon e nelle foreste equatoriali del Congo, ed è l'unica specie dell'intero genere Aucoumea — un legno senza parenti stretti, unico nel panorama botanico mondiale.
Il colore è caldo e delicato: rosa pallido alla prima lavorazione, che con il tempo e la luce vira verso un marrone rosato più maturo, con riflessi quasi perlacei in certi pezzi. La grana è dritta e uniforme, la texture media. È il legno del compensato marino di qualità — la gran parte dei pannelli per barche di pregio è in okumé, scelto per il rapporto straordinario tra resistenza e peso. In liuteria viene impiegato per corpi di chitarre elettriche leggere, dove il suono caldo e risonante — spesso paragonato al mogano — si sposa con un'ergonomia che i musicisti apprezzano immediatamente sul palco dopo ore di suono. Ibanez è tra i costruttori che lo hanno adottato con convinzione.
Nonostante i pori aperti, l'okumé si comporta sorprendentemente bene con il laser: la superficie risponde in modo uniforme e il segno è pulito tanto su tratti medi quanto su dettagli più fini. La morbidezza del legno, lungi dall'essere un limite, permette al laser di lavorare con precisione senza le resistenze tipiche dei legni più duri.